Microscopi, come scegliere l’obiettivo e la testa

Nella qualità di un buon microscopio gioca un ruolo di rilievo la scelta dell’obiettivo da cui dipende la nitidezza dell’ingrandimento. Per la scelta di questo elemento base bisogna, innanzitutto, individuare proprio il grado di ingrandimento voluto. Tre i livelli di ingrandimento nei microscopi: basso (da x1 a x10), medio (da x10 a x40) e alto (superiore a multipli di 40). E’ basilare che la lente possa restituire un’immagine ingrandita, sì, ma senza alterazioni o deformazioni, dette anche aberrazioni ottiche divise in cromatiche e geometriche o monocromatiche. L’aberrazione cromatica è un vizio d’immagine attinente al colore dovuto alla decomposizione della luce bianca che risulta frammentata in vari colori, fenomeno causato dalla diversa lunghezza d’onda dei colori che si traduce in difetto d’immagine.

Gli obiettivi cromatici correggono queste anomalie, fra cui le aberrazioni geometriche, fornendo immagini nitide e ad alta risoluzione. Più dettagliatamente, in caso di aberrazioni geometriche, l’immagine restituita dalla lente dell’obiettivo risulta deformata. Per risolvere il problema si può ricorrere agli obiettivi planacromatici, concepiti proprio per sanare queste difformità, compresa l’aberrazione cromatica, e in grado di fornire immagini di qualità. Nella scelta degli oculari si può spaziare dai micrometrici ai modelli a grande campo, per finire agli Huygens. Questi ultimi sono sistemi ottici caratterizzati da grande facilità d’uso, fra i più economici e adatti a principianti, ma con un campo di osservazione ristretto, a differenza degli oculari a grande campo che, invece, ampliano i confini dell’osservazione garantendo migliori performances, reperibili sul mercato a prezzi più altri dei precedenti. Infine, ci sono gli oculari micrometrici, che permettono le misurazioni dei campioni oggetto di osservazione, da usare anche con altri dispositivi come ad esempio il micrometro.

Si tratta di accessori utilizzati da professionisti intenzionati a ispezionare l’immagine nei minimi dettagli infinitesimali. Resta da scegliere la ‘testa’ del microscopio, ossia la componente superiore dove sono collocati gli oculari, che può essere inclinata o diritta. Quest’ultima è montata su modelli dove il supporto porta-campione, il vetrino per intenderci, è fisso e per la messa a fuoco è l’utente a dover manovrare manualmente lo strumento. Usati occasionalmente, proprio perché scomodi, i microscopi con testa diritta sono per la maggior parte monoculari. Gli altri, invece, hanno la testa inclinata, generalmente fissa, più ergonomici e comodi per impieghi più prolungati, anche ad uso professionale.  Volete approfondire la conoscenza di questo mondo sotto la lente di ingrandimento? Leggetevi le risposte a queste domande frequenti sui microscopi di ogni tipo.